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Libia: Misurata in mano a insorti, Gheddafi in fuga?

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 maggio 2011 - 20:57
(Keystone-ATS)

Dopo intensi combattimenti, gli insorti hanno conquistato oggi l'aeroporto di Misurata, la strategica città a est di Tripoli assediata da oltre due mesi dalle forze governative. Un duro colpo per il regime di Muammar Gheddafi, che secondo l'opposizione libica sarebbe fuggito giorni fa nel sud del paese.

Un corrispondente dell'agenzia stampa francese Afp a Misurata ha riferito che i lealisti hanno abbandonato dei carri armati ai quali gli insorti hanno dato fuoco, mentre centinaia di persone celebravano la vittoria nelle strade della città.

La presa dello scalo della terza città libica, a 200 chilometri da Tripoli, potrebbe facilitare l'evacuazione degli abitanti e degli stranieri e l'invio di aiuti umanitari, che giungono ora solo via mare, dato che il porto è sempre rimasto nelle mani degli insorti, nonostante i bombardamenti.

Altri missili della Nato si sono abbattuti intanto sulla parte orientale di Tripoli, mentre permane l'incertezza sulla sorte del colonnello, che non si fa vedere in pubblico ormai da 11 giorni: è ferito, morto, o è fuggito? Quest'ultima ipotesi sta prendendo piede fra gli oppositori. Il rais avrebbe lasciato Tripoli dopo il raid della Nato del 30 aprile in cui è rimasto ucciso il figlio Saif al-Arab, e si nasconderebbe nel deserto di Ash Sharyf, nel sud della Libia, secondo un post pubblicato sulla pagina Facebook della "Intifada del 17 febbraio".

Anche il vescovo di Tripoli, mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, spesso interpellato dai media perché in ottimi rapporti con il regime, ritiene che il colonnello abbia lasciato Tripoli, ma ha escluso che sia morto.

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