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Libia: NATO, tempo Gheddafi alla fine, pensare a dopo rais

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2011 - 15:27
(Keystone-ATS)

Il tempo di Gheddafi "è ormai alla fine" e la comunità internazionale deve cominciare a pensare al "dopo rais". Lo ha detto il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, in un incontro stampa a Bruxelles. Per la fase di transizione, Rasmussen ritiene che un ruolo fondamentale lo debbano giocare le Nazioni Unite.

"Gheddafi ha perduto la sua stretta sulla maggior parte del paese e sembra isolato a casa sua come all'estero", ha detto Rasmussen, secondo il quale il popolo libico può ora cominciare a pianificare il proprio futuro verso una società libera e democratica, lasciandosi alla spalle il regime di paura. "Spetta al popolo libico forgiare il proprio futuro", ha precisato Rasmussen, ma la comunità internazionale - ha ribadito - deve cominciare a preparasi al dopo Gheddafi.

La Nato comincerà a farlo mercoledì e giovedì a Bruxelles, nella riunione dei ministri della Difesa degli alleati. "Gheddafi fa ormai parte della vecchia Libia", ha insistito Rasmussen. "Noi ci teniamo pronti per il seguito: pronti ad aiutare il popolo libico in questo passaggio verso la democrazia, perché avvenga in modo lineare, senza il rischio di instabilità", ha aggiunto.

"Sono persuaso che la NATO non avrà un ruolo primordiale in questo processo di transizione", ha dichiarato il capo dell'Alleanza atlantica. "Penso piuttosto ad un ruolo maggiore per l'ONU, insieme all'Unione Europea, all'Unione Africana e alla Lega Araba". La NATO continuerà a fare la propria parte "aiutando a costruire e a formare un sistema di forze di sicurezza moderno e democratico", ha precisato Rasmussen.

La NATO non è in grado di dire esattamente quando la fine di Gheddafi arriverà, ma pensa che questo tempo non sia troppo lontano. "Dobbiamo lanciare ora il dibattito perché Gheddafi non ha un lungo tempo davanti a sè e dobbiamo tutti - ha detto Rasmussen - pensare al dopo".

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