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Libia: Onu, 7.000 detenuti nelle prigioni dei ribelli

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2011 - 21:18
(Keystone-ATS)

Ci sono 7.000 prigionieri nelle carceri gestite dai ribelli libici: lo stima il nuovo rapporto delle Nazioni Unite, che sottolinea che nelle celle ci sono anche donne e bambini, e che alcuni detenuti "sono stati torturati".

L'Onu invita il Cnt a fare di più per mettere sotto controllo le milizie armate, regolarizzare la detenzione, e impedire gli abusi".

Rimettere in piedi il sistema giustizia è anche il passo indispensabile per poter processare Saif al-Islam, il figlio del rais catturato sabato scorso dai ribelli di Zintan. Lo ha ribadito oggi il procuratore della Cpi, Luis Moreno Ocampo, che ha anche confermato che non ci sono prove certe dell'avvenuto arresto di Abdullah al-Senussi, ex capo dell'intelligence di Gheddafi, anch'egli ricercato dalla Cpi per crimini contro l'umanità come Saif.

Intanto sono proseguite per tutta la giornata le dichiarazioni dei leader della comunità internazionale che hanno espresso plauso per la nascita, ieri, del nuovo governo di transizione.

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