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Libia: Onu, aumentate ingerenze straniere, sempre più mercenari

il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha assicurato che l'Onu continuerà a lavorare con le parti in conflitto in Libia per raggiungere un cessate il fuoco KEYSTONE/AP/K.M. Chaudary sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2020 - 14:22
(Keystone-ATS)

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ammonito che è aumentata l'ingerenza straniera in Liba, con forniture di attrezzature sofisticate e un numero sempre più alto di mercenari coinvolti nei combattimenti.

Bisogna dunque mettere fine quanto prima al conflitto in questo Paese, ha dichiarato Guterres di fronte al Consiglio di sicurezza dell'Onu, proprio mentre il Papa definiva la Libia ''un inferno'' e un ''lager''. Per il capo dell'Onu la situazione in Libia ''è buia''.

''Il tempo non gioca a nostro favore - ha spiegato Guterres- il conflitto in Libia è entrato in una nuova fase, con interferenze straniere che raggiungono livelli senza precedenti'', e l'Onu si dice preoccupata per l'allarmante accumulo di risorse militari nel Paese, in violazione dell'embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite.

Nel frattempo, il numero totale degli sfollati interni in Libia ammonta a più di 400.000 persone. L'arrivo del Covid-19 rappresenta un ulteriore pericolo e la grave carenza di kit di prova non permette di conoscere la vera portata della pandemia in Libia. Guterres ha dunque assicurato che l'Onu continuerà a lavorare con le parti in conflitto per raggiungere un cessate il fuoco e riprendere un processo politico per porre fine ai combattimenti e al collasso economico, nonostante le grandi riserve petrolifere del paese.

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