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Libia: processo d'appello ostaggio Hamdani rinviato al 24 gennaio

BERNA/TRIPOLI - Il processo d'appello per "soggiorno illegale" contro Rachid Hamdani, uno dei due ostaggi svizzeri in Libia, è stato aggiornato al 24 gennaio. Lo ha indicato all'agenzia francese AFP il suo avvocato libico, Salah Zahaf. Hamdani non si è presentato in aula. Interpellato dall'ATS, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Georg Farago ha confermato la notizia ma non ha voluto rilasciare commenti.
Il 30 novembre scorso Hamdani e il suo connazionale Max Göldi, che risiedono all'ambasciata svizzera, sono stati condannati a 16 mesi di carcere e a una multa di 2'000 dinari (circa 1'600 franchi) per violazione delle norme sui visti. Il 69enne uomo d'affari svizzero-tunisino doveva comparire oggi davanti alla giustizia libica, dopo un primo aggiornamento deciso il 22 dicembre per assenza dell'imputato.
Secondo Amnesty International, Hamdani non si è presentato all'udienza ma era rappresentato dal suo avvocato Salah Zahaf. Questi non ha precisato le ragioni del nuovo rinvio.
Giovedì dovrebbe presentarsi per l'appello anche Max Göldi, già dirigente della filiale del gruppo elvetico-svedese ABB in Libia. I due svizzeri hanno finora agito di concerto per cui è pensabile che anche nel suo caso sarà deciso un nuovo aggiornamento.
Contro i due ostaggi è pendente anche un altro processo, per "attività economiche illegali". Anch'esso è stato aggiornato a due riprese perché il giudice esigeva la presenza dei due accusati: l'udienza di Max Göldi è ora prevista il 16 gennaio, quella di Rachid Hamdani l'indomani.
I due svizzeri sono trattenuti in Libia dal 19 luglio 2008. In Svizzera la loro vicenda è considerata una ritorsione del regime di Muammar Gheddafi per il fermo a Ginevra, il 15 luglio dello stesso anno, di suo figlio Hannibal e di sua nuora Aline, accusati di maltrattamenti da due domestici maghrebini.

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