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Libia: ribelli, caccia a parenti e sostenitori di Gheddafi

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2011 - 09:38
(Keystone-ATS)

Mentre si registrano altre due defezioni fra i gerarchi dell'ex regime, nella capitale libica i ribelli stanno dando la caccia a parenti e sostenitori del leader libico Muammar Gheddafi. Intanto da lunedì le forze lealiste stanno colpendo a distanza con armi pesanti la città di Zuara, nell'ovest della Libia.

I ribelli ieri hanno ingaggiato scontri a fuoco a Tripoli con truppe fedeli a Muammar Gheddafi, nell'ambito della caccia a suoi parenti e sostenitori. Testimoni e una tv araba riferiscono che colpi di arma da fuoco sono risuonati vicino all'Hotel Corinthia, nel centro della capitale. Lo scontro si è scatenato dopo che una mezza dozzina di ribelli sono arrivati all'hotel, a bordo di un automezzo con mitragliatrice anti-aerea, chiedendo di perquisire le camere: avevano sentito che un figlio di Gheddafi, Saadi, si sarebbe trovato nell'albergo, dove ieri sono stati trasferiti i giornalisti stranieri che erano rimasti intrappolati nel Rixos, in mano ai lealisti. Un portavoce dei ribelli ha inoltre riferito ad Al Arabiya che miliziani hanno rintracciato uno collaboratore Gheddafi, Bashir Saleh, e i suoi quattro figli: l'uomo ha cercato di camuffarsi indossando un abito tradizionale sudanese.

Si registrano poi le defezioni di due altri collaboratori di Gheddafi: secondo la tv Al Arabiya sono passati nelle file dei ribelli il ministro della sanità, Mohammed Hijazi, e il numero due dell'intelligence, il generale Khalifa Mohammed Ali. "Mi metto al servizio della nazione e faccio appello a generali e soldati che sono figli della Libia perché si uniscano alla Rivoluzione del 17 febbraio", ha detto il generale Ali intervistato dalla tv di Dubai. Il ministro Hijazi a sua volta ha detto di aver avuto intenzione di abbandonare il rais già due mesi fa, ma di aver temuto per sè la propria vita.

Per la prima volta, intanto, fonti della difesa britannica hanno confermato che uomini i corpi d'elite britannici (SAS, Special Air Services) sono da diverse settimane in Libia, dove hanno avuto un ruolo chiave nel coordinare la presa di Tripoli da parte dei ribelli e ai quali è stato ordinato ora di mettersi sulle tracce di Muammar Gheddafi. Secondo quanto scrive il sito del Telegraph, l'ordine è venuto dal premier David Cameron. Soldati dei SAS da vari reggimenti sono stati mandati sul posto. Le "teste di cuoio" britanniche vestono come i ribelli e portano le stesse armi.

D'altro canto, i ribelli che da lunedì controllano la città di Zuara, nell'ovest della Libia, hanno invocato l'aiuto di combattenti delle montagne. Le forze leali a Muammar Gheddafi accerchiano infatti la città e stanno colpendo a distanza con armi pesanti. Su Twitter un gruppo denominato "Gioventù Patria" ha riferito che la popolazione ha bisogno di ossigeno, anestetici e dottori.

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