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Ulteriore forte rialzo del prezzo del petrolio oggi, determinato dalla paura di una sospensione della produzione in Libia. Il paese nordafricano membro dell'Opec produce giornalmente circa 1,6 milioni di barili di greggio. Un blocco tuttavia non metterebbe in pericolo il rifornimento della Svizzera.

"Non dipendiamo dalla Libia", ha dichiarato Philippe Cordonier, responsabile combustibili presso l'Unione petrolifera (UP), precisando che solo il 10% del greggio che alimenta le due raffinerie elvetiche proviene dalla Libia.

La quantità complessiva che esce da questi stabilimenti copre un terzo del fabbisogno totale elvetico. I due terzi sono prodotti finiti importati. "Per quanto riguarda il mercato siamo molto flessibili", ha detto Cordonier.

Dalla crisi con Tripoli sugli ostaggi, le importazioni di greggio provengono principalmente e dal Kazakistan e dall'Azerbaigian. Nel 2008 la quota del petrolio libico rappresentava ancora il 75%, per un ammontare di 3,3 miliardi di dollari.

Lo scorso anno le importazioni provenienti dal paese nordafricano, praticamente solo petrolio, sono ammontate a 485 milioni di franchi. Le esportazioni svizzere verso Tripoli nel 2010 sono diminuite del 30% a 110 milioni di franchi.

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SDA-ATS