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Libia: Russia critica attacchi Nato

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 maggio 2011 - 15:47
(Keystone-ATS)

La Russia ha denunciato l'uso "sproporzionato" della forza da parte della Nato in Libia e mette in dubbio che i raid aerei della coalizione non abbiano come obiettivo l'eliminazione di Muammar Gheddafi. Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri russo.

"L'uso sproporzionato della forza supera la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu che non prevede in alcun modo un cambio al potere in Libia, inoltre suscita conseguenze nefaste e la morte di innocenti", si legge nel comunicato.

"Le dichiarazioni dei membri della coalizione secondo cui i raid contro la Libia non hanno come obiettivo l'eliminazione di Gheddafi e i membri della sua famiglia - aggiunge il comunicato - suscitano forti dubbi".

La scorsa notte, Saif al-Arab, figlio minore di Muammar Gheddafi, sarebbe rimasto ucciso in un raid della Nato mentre si trovava nella sua casa di Tripoli in compagnia del padre, scampato miracolosamente al bombardamento alleato assieme alla moglie. Crescono tuttavia i dubbi a Bengasi sull'annuncio della sua morte. La notizia ha suscitato grande entusiasmo nella capitale degli insorti, ma con il passare delle ore prevale lo scetticismo vista la mancanza di prove.

In mattinata la Nato ha reso noto di aver condotto un attacco aereo su un centro comando nel complesso di Bab al-Aziziya a Tripoli, residenza di Gheddafi, senza tuttavia confermare la morte di Saif al Arab, annunciata dal governo libico.

Il comandante delle operazioni della Nato sulla Libia, il generale canadese Charles Bouchard, ha dichiarato che "la Nato ha continuato stanotte i suoi attacchi di precisione contro le installazioni militari del regime a Tripoli, compreso l'attacco a un noto edificio di comando e controllo nell'area di Bab al-Azizya poco dopo le ore 18 GMT (le 19 in Svizzera) di sabato sera".

"Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare - ha aggiunto Bouchard -. Non prendiamo di mira individui... Sono a conoscenza di notizie di stampa non confermate secondo le quali alcuni membri della famiglia Gheddafi potrebbero essere stati uccisi... Noi siamo rammaricati per ogni perdita di vite umane".

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