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Libia: scontri Bani Walid e Sirte, rais resta fantasma

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 settembre 2011 - 22:00
(Keystone-ATS)

È partito dall'interno di Bani Walid, in serata, poi fino alle porte di Sirte, il via alla battaglia finale per la Libia. Alla vigilia della scadenza dell'ultimatum lanciato dai ribelli alla resistenza pro-Gheddafi, a mettere a ferro e fuoco uno degli ultimissimi bastioni del rais sono state cellule dormienti dentro Bani Walid dove si combatte strada per strada. Mentre combattimenti sono esplosi anche nei pressi di Sirte, città natale di Gheddafi. Ma l'assalto finale è atteso domani, mentre continua serrata la caccia al colonnello.

Oggi l'Interpol ha emesso un ordine internazionale di arresto nei suoi confronti, del figlio Saif al-Islam e di Abdullah al-Senussi, capo dei servizi segreti del rais. L'ordine d'arresto è un 'Codice rosso' ed è stato emesso su richiesta del procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja, Luis Moreno-Ocampo, per crimini contro l'umanità. Gheddafi è introvabile, ma anche braccato. Solo, dicono in molti.

Oggi il Niger, Paese per settimane ritenuto tra quelli disposti a concedergli asilo, sembra aver definitivamente voltato le spalle al colonnello: si è detto pronto ad estradare il rais o i suoi figli verso la Corte internazionale dell'Aja se dovessero entrare nel Paese: "Siamo firmatari del trattato di Roma (sulla Corte penale internazionale dell'Aja), e perciò loro sono consapevoli di ciò che li aspetterebbe se dovessero arrivare qui. Il Niger rispetterà i suoi obblighi internazionali", ha detto Massaoudou Hassoumi, capo di gabinetto del presidente nigerino Mahamadou Issoufou.

In Niger si troverebbe però un nuovo gruppo di 14 gerarchi di Muammar Gheddafi, fra questi il generale Ali Kana, un Tuareg, stretto collaboratore che il rais ha posto a comando delle sue forze sud.

Se confermata, la presenza in Niger del generale Kana si aggiunge a quella del capo delle brigate di sicurezza, la cerchia interna di difesa del Colonnello, Mansur Daw, entrato nel Paese lunedì. Familiari e collaboratori di Gheddafi sono finora stati accolti dal Niger per "motivi umanitari". Mentre altri generali vicini a Gheddafi, sono in Burkina Faso dopo aver transitato ed effettuato operazioni bancarie in Niger.

Ancora ipotetico approdo di Muammar Gheddafi rimarrebbe l'America Latina, almeno secondo quanto affermato da Mohammed Quasim al-Zawi, amico del rais e segretario generale del parlamento libico: "Gheddafi starebbe meditando sulla sua uscita dal Paese. Potrebbe andare in Sudafrica - ha osservato - ma anche in America Latina".

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