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Libia: Svizzera a conferenza Parigi; ambasciatore Onu: riconoscere Cnt

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2011 - 13:43
(Keystone-ATS)

La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey parteciperà alla conferenza internazionale sulla Libia che si terrà giovedì a Parigi. Lo ha indicato all'ats il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Intanto l'ambasciatore libico presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ibrahim Aldredi, ha auspicato che la Svizzera riconosca il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) quale nuovo governo.

"Ora la Svizzera dovrebbe riconoscere il Cnt", ha dichiarato Aldredi in un'intervista pubblicata oggi dalla "Südostschweiz" e dalla "Mittellandzeitung". Attualmente Berna riconosce il Cnt come interlocutore legittimo nelle relazioni bilaterali. Per il momento va bene così, ha dichiarato l'ambasciatore. "Naturalmente ci saremmo aspettati che il Consiglio federale riconoscesse fin da subito il Cnt come governo. Ci sono certamente buoni motivi per il ritardo", ha aggiunto.

Aldredi spera anche che la Svizzera sblocchi presto i 600 milioni di franchi di fondi statali libici congelati in seguito a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Berna ha anche bloccato il conto dell'ambasciata libica alle Nazioni Unite. Attualmente Aldredi lavora senza percepire lo stipendio. "Non possiamo più pagare la maggior parte delle fatture e dobbiamo ricorrere ai nostri risparmi personali, ma sopravviviamo", ha spiegato.

Aldredi e i suoi collaboratori avevano già annunciato il 25 febbraio all'emittente tv qatariota al-Jazira di sostenere la rivoluzione. Il Cnt ha peraltro già scelto un nuovo ambasciatore a Berna. Questi attende ancora l'accreditamento, ha indicato all'ats l'ambasciatore supplente presso l'Onu, Adel Shaltut.

La Francia e la Gran Bretagna hanno deciso la settimana scorsa di organizzare il 1. settembre una "grande conferenza internazionale" per aiutare "la Libia libera di domani". In particolare si tratterà di rendere accessibili per la ricostruzione gli averi del clan Gheddafi congelati su conti esteri.

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