Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Gli scontri scoppiati in Libia fra manifestanti e forze di sicurezza non hanno lasciato indifferente la Svizzera: il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) condanna la dura repressione in corso e annuncia la sospensione dei lavori preparatori per il tribunale arbitrale internazionale sul caso Hannibal Gheddafi.

D'altro canto, il DFAE rende noto che al momento non ci sono segnalazioni di svizzeri trovatisi in situazioni critiche nel corso della rivolta libica. "L'ambasciata svizzera a Tripoli è in contatto con tutti i 46 cittadini elvetici notificati", la maggior parte dei quali con doppio passaporto, oltre che con Berna. Tuttavia al momento risulta particolarmente difficile ottenere informazioni su quanto sta avvenendo. Visti gli attuali disordini il DFAE consiglia agli svizzeri presenti in Libia di lasciare il paese e a tutti i cittadini elvetici di rinunciare ai viaggi per quella destinazione.

In un comunicato odierno il DFAE "condanna severamente" "la violenza mirata impiegata dalle autorità libiche contro i dimostranti." Diversi testimoni e organizzazioni per i diritti umani parlano di "estrema durezza" contro i manifestanti, prosegue la nota. Secondo informazioni in possesso del Dipartimento gli ospedali sono sovraffollati e non dispongono più di riserve di sangue sufficienti; si parla di "centinaia di morti e feriti". Il DFAE si dice "profondamente preoccupato" e invita le autorità libiche a "rinunciare alla violenza contro i loro cittadini".

Il Dipartimento solidarizza con i dimostranti e, "sulla scorta delle sue esperienze con il regime di Tripoli", si dice "consapevole del coraggio delle persone scese in strada per rivendicare i loro diritti democratici".

Una conseguenza delle violenze, continua il DFAE, è la sospensione da parte svizzera dei preparativi per l'istituzione del tribunale arbitrale internazionale chiamato a chiarire le modalità dell'arresto di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, avvenuto a Ginevra nel luglio 2008. Nella nota il Dipartimento non rende noti altri dettagli.

La creazione del tribunale arbitrale, con sede a Berlino, era stata decisa nel giugno del 2010 nel corso di un incontro tra la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il suo omologo libico Moussa Koussa. Berna ha dovuto accettare la creazione di tale corte affinché i cittadini svizzeri Max Göldi e Rachid Hamdani, trattenuti in Libia, potessero lasciare il paese nordafricano.

Il figlio del leader libico era stato arrestato il 15 luglio 2008 in un albergo di Ginevra e messo due notti in guardina dopo che con la moglie Aline era stato denunciato per maltrattamenti da due domestici maghrebini. La controversia diplomatica sorta ha portato al prolungato fermo in Libia di Göldi e Hamdani e alla successiva crisi dei visti tra il paese nordafricano e l'Unione europea.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS