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Libia: termina missione Nato, non ci sono armi nucleari

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2011 - 21:15
(Keystone-ATS)

Dopo sette mesi, la Nato scrive la parola fine alle operazioni militari in Libia e nella stessa giornata, forse simbolicamente, il Cnt elegge un nuovo premier. Alla mezzanotte in punto, l'Alleanza atlantica spegnerà i motori dei caccia impegnati dal 31 marzo scorso nella missione 'Unified protector' e riconsegnerà lo spazio aereo ai vincitori della guerra civile contro il regime di Gheddafi.

Per dare solennità all'evento, il segretario generale della Nato, il danese Anders Fogh Rasmussen, è giunto a sorpresa a Tripoli. "È un momento storico, sono il primo segretario della Nato in visita in Libia, e a mezzanotte metteremo fine alle operazioni per proteggere il popolo libico, chiudendo una delle missioni Nato di maggior successo", ha detto Rasmussen, che ha incontrato nella capitale libica i vertici del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), che ieri avevano fatto sobbalzare le cancellerie occidentali annunciando alla tv panaraba 'Al Arabiyà di aver trovato "le armi nucleari di Gheddafi".

Annuncio corretto oggi parzialmente dal primo ministro dimissionario del Cnt, Mahmud Jibril, che ha parlato del ritrovamento solo di "armi chimiche" e non nucleari. Parlando a Tripoli, dopo aver incontrato i vertici del Cnt, Rasmussen ha però smentito indirettamente Jibril rivelando che la Nato "non ha alcuna informazione" circa il ritrovamento di armi chimiche o nucleari negli arsenali del defunto rais.

L'annuncio di ieri ha colto di sorpresa anche l'Agenzia dell'Onu per l'energia atomica (Aiea), che a Vienna ha fatto sapere di essere all'oscuro della vicenda. Jibril aveva detto ad 'Al Arabiya' che sarebbe stata proprio l'Aiea a dare l'annuncio del ritrovamento nei prossimi giorni. "L'Aiea non è stata informata della scoperta di materiale nucleare in Libia", ha detto il portavoce, Gill Tudor. Niente 'bomba atomica' di Gheddafi dunque. Ma anche le armi chimiche "ritrovate" dal Cnt sarebbero già note da tempo alle agenzie internazionali.

L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw, con sede all'Aja) ha infatti precisato che si tratta delle stesse scorte dichiarate dal passato regime di Gheddafi in ottemperanza alla Convenzione sulle armi chimiche (Cwc).

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