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"Gheddafi non ha più scelte, deve andare via e deve immediatamente porre termine alle aggressioni contro la popolazione civile": è quanto ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Janos Martonyi, aprendo oggi pomeriggio, nel palazzo reale di Godollo, vicino a Budapest, l'incontro informale dei ministri degli Esteri della Unione europea, il cosiddetto Gymnich.

Il meeting, convocato come tradizione nel corso della presidenza di turno (in questo semestre è ungherese) sarà dedicato in gran parte a discutere la linea dell'Unione europea verso i Paesi del sud del Mediterraneo. "Noi non sappiamo quale sarà il futuro in quell'area, ma siamo pronti a contribuire a modellare gli eventi in una ottica positiva", ha detto il ministro.

"Ogni possibile decisione sulla 'no fly zone' in Libia può essere presa solo in accordo con la Lega araba": è quanto ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Janos Martonyi, aprendo oggi pomeriggio i lavori del consiglio informale dei ministri della Ue che si svolge nel palazzo reale di Godollo, vicino a Budapest.

Il ministro degli Esteri dell'Ungheria, Paese che ha in questo semestre la presidenza dell'Unione europea, ha ribadito quali sono le tre "precondizioni" su cui i ministri degli Esteri, anche nei colloqui di ieri a Bruxelles, si sono trovati d'accordo. La prima precondizione è che la situazione in Libia diventi "più grave e che i crimini contro la popolazione civile diventino sempre più gravi". La seconda precondizione è che ci sia una risoluzione dell'Onu e la terza è che ci sia l'accordo della Lega araba.

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SDA-ATS