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Sono un migliaio le persone rimaste uccise negli scontri tra forze fedeli a Muammar Gheddafi e ribelli in Libia: è la stima accreditata dal governo britannico nel capitolo sul paese nordafricano di un rapporto sui diritti umani.

Nell'aggiornamento trimestrale del rapporto che copre i mesi della 'primavera araba' il Foreign Office si è detto "sconvolto" per le notizie di gravi violazioni di diritti umani durante il conflitto. "Non ci sono dati ufficiali ma da varie fonti la stima che un migliaio di persone sono rimaste uccise sembra attendibile", si legge nel rapporto.

Oggi intanto un portavoce dei ribelli ha annuncaito che venti civili sono rimasti uccisi in bombardamenti di artiglieria delle forze filo-Gheddafi contro Misurata, città costiera ancora in mano agli insorti. A Tripoli un portavoce del governo ha affermato che il leader libico Muammar Gheddafi e i suoi figli sono in Libia e sono determinati a restarci "fino alla fine".

A Londra invece il ministro degli esteri britannico William Hague ha detto che a Mussa Kussa, l'ex capo della diplomazia libica arrivato ieri nella capitale britannica, "non è stato offerto nessun salvacondotto" e "non si vedrà offrire immunità, né dalla giustizia britannica né da quella internazionale."

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SDA-ATS