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Liechtenstein: capo governo,non saremo più oasi fiscale

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 maggio 2012 - 15:08
(Keystone-ATS)

Le banche del Liechtenstein hanno buone carte da giocare nella concorrenza internazionale, anche senza dover far capo al denaro degli evasori: ne è convinto il capo del governo del principato, Klaus Tschütscher, che dalla sua entrata in funzione, nel febbraio 2009, ha perseguito una politica di cooperazione internazionale in materia fiscale.

"Il Liechtenstein era un'oasi fiscale, oggi è un'oasi di stabilità", afferma Tschütscher in un'intervista pubblicata oggi dalla Reuters. Proprio la stabilità - politica ed economica - è la carta su cui ha puntato il piccolo stato per attirare capitali: finiti quindi i tempi in cui tutto ruotava intorno al segreto bancario. Vaduz intende fare a meno di modelli d'affari che servono ad aggirare le tasse: sono troppo rischiosi, continua il politico. Un ritorno a vecchie consuetudini è quindi escluso.

Per il capo del governo il processo di trasformazione in atto potrebbe portare a un consolidamento nel ramo. "Si dovrà collaborare", sintetizza Tschütscher, che non esclude nemmeno che qualcosa possa muoversi fra i tre principali istituti, LGT Bank, Liechtensteinische Landesbank e VP Bank.

Prioritaria, per il Principato, è ora una regolamentazione del denaro in nero che si trova in Liechtenstein da tempo. Un accordo con la Gran Bretagna c'è già, mentre per quanto riguarda Germania e Austria Vaduz vuole seguire le orme di Berna. E contatti sono in corso anche con Francia, Stati Uniti e Italia.

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