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Il 25% delle circa 7 mila lingue del mondo è a rischio estinzione, soprattutto a causa del progresso economico dei paesi in cui vengono parlate, una cifra superiore a quella delle stesse specie animali. Lo afferma lo studio di uno zoologo dell'università di Cambridge, pubblicato dalla rivista Proceedings of the royal Society B, secondo cui il fenomeno è più marcato nei paesi ad alto reddito.

I ricercatori hanno usato per determinare le 'specie in estinzione' tra i linguaggi gli stessi criteri che la International Union for Conservation of Nature utilizza per gli animali, cioè dimensioni della popolazione, dell'habitat naturale e variazione nel numero di componenti della popolazione.

I risultati sono stati messi in correlazione con il Pil pro-capite dei paesi interessati, ed è emerso che maggiore è la ricchezza maggiore è la rapidità di sparizione dei linguaggi. "Con lo sviluppo spesso una lingua diventa predominante in una nazione - spiegano gli autori -. Le persone sono costrette ad adottare la lingua dominante per non essere lasciati ai margini. Conservare le lingue è fondamentale per garantire la diversità culturale nel mondo".

Lo studio ha rivelato anche degli 'hotspot' per la diversità dei linguaggi, dove il rischio estinzione è più alto. Nella parte nord occidentale del nord America, ad esempio, le lingue dei nativi americani stanno sparendo. "Il Tanana - scrivono i ricercatori - parlato dalla tribù Athabaskan nell'Alaska orientale, viene parlato da solo 24 persone, mentre la lingua Whichita, in Oklahoma, solo da una".

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SDA-ATS