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Lo storico quotidiano francese France Soir, dopo anni di gravi difficoltà finanziarie, è stato messo in liquidazione dal tribunale del commercio di Parigi. Nessuna delle offerte di acquisizione pervenute è stata ritenuta convincente dai magistrati, che hanno quindi decretato il crac della società e disposto la vendita all'asta della testata, del dominio Internet, degli archivi e di tutto il materiale in uso nella redazione, inclusi gli stock di carta.

Fondato nel 1944 da Pierre Lazareff, France Soir aveva avuto il suo periodo di gloria negli anni Cinquanta e soprattutto Sessanta, quando aveva raggiunto e superato il milione di copie. Ma nel 1972, con la morte del suo geniale creatore, era iniziato il declino, prima con la cessione al gruppo editoriale Hersant, notoriamente di destra, che fece fuggire oltre 80 dei 200 giornalisti, poi con il disastroso piano industriale di fine anni Ottanta, che tentò senza successo il rilancio con il passaggio al formato tabloid.

Negli anni Duemila, con la crisi generalizzata della stampa cartacea, la situazione della storica testata è andata di male in peggio, tra piani di riassetto, tagli al personale, dichiarazioni di insolvenza e passaggi di proprietà. Fino al 2010, quando il miliardario russo Alexandre Pugachev annuncia l'intenzione di acquistare il quotidiano e investire nel suo rilancio. Proposito di breve durata: nell'ottobre del 2011, stufo di investire in perdita, il nuovo patron decide la soppressione dell'edizione cartacea, passando al solo online e tagliando drasticamente il numero dei redattori, e mette la testata in amministrazione controllata, in attesa di un acquirente.

L'unica proposta di acquisizione presentata al tribunale, da parte del gruppo specializzato in stampa low cost Lafont Presse, è però stata rifiutata dai dipendenti del giornale, secondo cui era priva di un progetto editoriale per il futuro della testata e prevedeva un'eccessiva riduzione dell'organico. Le altre due lettere di interesse, da parte della società di e-commerce Cards Off e dell'ex proprietario (dal 2006 al 2009) Jean-Pierre Brunois, non si sono invece concretizzate, anche a causa dei dubbi espressi dai giudici.

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SDA-ATS