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Le transazioni in contanti sopra i 100 mila franchi per la vendita di beni mobili e immobili vanno vietate. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati discutendo l'inasprimento delle norme antiriciclaggio in applicazione alle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI). Il dossier ritorna al Nazionale.

Il Nazionale non vuole introdurre alcun limite in materia. Secondo la maggioranza dei "senatori", invece, il testo - edulcorato - adottato dalla Camera del popolo non è conforme ai consigli del GAFI. "È in gioco la reputazione del nostro Paese e della sua piazza finanziaria", ha dichiarato a nome della commissione Stefan Engler (PPD/GR).

Thomas Minder (Indipendente/SH) ha difeso la decisione del Nazionale, sostenendo che chi paga in contanti non è "né un criminale, né un bandito". Minder ha criticato l'invasività dello Stato. A suo avviso, inoltre, vi sono particolari settori che potrebbero subire conseguenze negative da una tale limitazione, come i negozi che vendono orologi di lusso o gioielli, nei quali l'acquisto in denaro sonante - soprattutto da parte di turisti - è frequente.

Su questo aspetto, la Camera ha bocciato per 24 voti a 17 una proposta di compromesso di Hans Hess (PLR/OW) che potrebbe invece trovare una maggioranza alla Camera del popolo. Hess proponeva di sottoporre a un dovere di diligenza particolare le società attive nel commercio di metalli preziosi, gioielli, opere d'arte o immobili per transazioni superiori a 100 mila franchi in contanti. In questo caso, i titolari dovrebbero stabilire e provare l'identità del compratore.

Nel corso della discussione, la Camera dei cantoni ha ribadito l'obbligo di annuncio per i detentori di azioni al portatore per le società non quotate in borsa. Il Nazionale avrebbe voluto imporre quest'obbligo solo alle società con un capitale superiore ai 250'000 franchi. Per Engler, "tale limite avrebbe escluso dall'applicazione delle regole antiriciclaggio l'80% delle società anonime in Svizzera, che di regola hanno capitale sociale inferiore". Quanto alle società a garanzia limitata, il Nazionale avrebbe voluto escludere dal dovere di annuncio le società con un capitale inferiore ai 50 mila franchi. Gli Stati non hanno tuttavia voluto saperne di questa eccezione.

Col Nazionale permangono divergenze anche sul cosiddetto "delitto fiscale qualificato" preliminare al riciclaggio di denaro. Il Consiglio nazionale vuole fare in modo che l'evasione fiscale a partire dai 200'000 franchi venga considerata un delitto fiscale qualificato, che comporta una pena fino a 3 anni di prigione, ma solo se le autorità fiscali hanno richiesto il rimborso di imposta. Gli Stati vogliono invece che si applichi alle persone che hanno sottratto almeno 300'000 franchi annui di imposte dirette.

I "senatori" hanno ribadito la necessità di una trasparenza accresciuta anche da parte dei membri del Parlamento. Il Nazionale aveva invece deciso in giugno di escludere i parlamentari dalle regole di vigilanza contro il riciclaggio di denaro. Secondo la Camera del popolo, le transazioni dei parlamentari non devono essere considerate a rischio.

Gli Stati hanno tuttavia deciso di includere tra le persone particolarmente esposte anche le federazioni sportive internazionali, come proposto dal Nazionale.

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SDA-ATS