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DUISBURG - A una settimana dalla tragedia, in una toccante cerimonia nella chiesa del Salvatore di Duisburg, la Germania ha pianto le 21 vittime della Love Parade. Ventuno morti, come 21 sono state le edizioni del festival di musica techno svoltosi per la prima volta a Berlino nel 1989 e divenuto una manifestazione di culto imitata in tutto il mondo. Fino allo scorso sabato. Dopo la tragedia, che ha anche causato oltre 500 feriti, gli organizzatori hanno decretato per sempre la fine dell'evento. La Love Parade non si terrà più.
Alla commemorazione in ricordo delle vittime, tutte tra i 18 e i 38 anni, oltre al presidente tedesco Christian Wulff ha partecipato anche la cancelliera Angela Merkel che ha interrotto le sue vacanze in corso tra Baviera e il Trentino Alto Adige. Assente il sindaco della città, Adolf Sauerland, che a causa delle dure critiche che lo hanno travolto dal giorno della tragedia ha preferito non partecipare.
Circa 600, tra cui molti le parenti delle vittime, le persone che si sono raccolte per la messa celebrata dal capo della chiesa protestante tedesca, Nikolaus Schneider. Altre hanno seguito la cerimonia sui maxi-schermi allestiti in una ventina di chiese di Duisburg e nello stadio municipale dove la polizia aveva previsto l'arrivo di 30.000 persone e invece si sono presentate poco più di 2.000. Semivuoti gli spalti attorno al campo da calcio su cui era posata un'enorme croce nera.
In segno di rispetto per le vittime le bandiere sono state messe a mezz'asta in tutta la città e le campane delle chiese hanno suonato prima della messa. Alla fine della cerimonia, circa 5.000 persone si sono riunite nel centro della città per una marcia silenziosa in direzione del tunnel dove sono stati lanciati in aria dei palloncini bianchi.
"La Love Parade si è trasformata in una danza macabra": così Schneider ha aperto la commemorazione. "Nel bel mezzo di una manifestazione di amore per la vita, la morte ha mostrato il suo brutto volto a tutti noi", ha aggiunto il capo della chiesta protestante. Al termine della messa, i soccorritori che hanno partecipato alle operazioni per salvare le persone rimaste schiacciate nel tunnel durante la love Parade hanno acceso 21 candele in ricordo delle vittime.
Per tutta la settimana gli abitanti della città settentrionale si sono recati in pellegrinaggi all'uscita del tunnel portando fiori e candele. Ma il dolore non è stato l'unico sentimento a circolare per le strade di Duisburg. Nei giorni scorsi si sono svolte diverse manifestazioni di protesta contro il sindaco, accusato di aver ignorato gli avvertimenti della polizia, dei vigili del fuoco e di atre agenzie che reputavano la città troppo piccola per ospitare un evento potenzialmente con più di un milione di persone. Il cristiano-democratico Sauerland, del partito della Merkel (Cdu), ha rifiutato ogni accusa e ha detto che non si dimetterà.

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SDA-ATS