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Il parlamento lucernese vuole mantenere l'insegnamento di due lingue straniere alle scuole elementari.

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Il parlamento lucernese ha respinto l'iniziativa "Solo una lingua straniera alle scuole elementari" con 72 voti contro 42, poiché contraria all'armonizzazione svizzera dell'insegnamento. L'ultima parola spetta ai cittadini, probabilmente a settembre.

Il testo chiede che nelle scuole elementari del cantone venga insegnata una sola lingua "straniera", senza definire quale. Dal 2011 a Lucerna viene insegnato l'inglese dalla terza elementare e il francese dalla quinta, come raccomandato dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica istruzione (CDPE).

Il parlamento ritiene che occorra evitare una nuova riforma scolastica. Questa sarebbe infatti necessaria se l'iniziativa venisse accettata.

Solo l'Unione democratica di centro (UDC) sostiene il testo all'unanimità. Il partito ritiene che non vi è più alcun motivo di attenersi alle indicazioni della CDPE visto che queste non vengono applicate in modo uniforme e risultano fallimentari.

La legge sull'armonizzazione scolastica prevede che gli scolari imparino una prima lingua "straniera" al più tardi in terza elementare e una seconda in quinta. Almeno una delle due deve essere una lingua nazionale.

Secondo il comitato interpartitico promotore del testo due lingue "straniere" alle elementari costituiscono uno sforzo eccessivo per i bambini e la lingua materna nell'insegnamento primario deve avere priorità assoluta.

Iniziative simili che riguardano il piano di studi "Lehrplan 21" sono state lanciate in diversi cantoni svizzero tedeschi.

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SDA-ATS