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In Macedonia il capo dello stato uscente, il conservatore Gjorgje Ivanov, e il candidato dell'opposizione socialdemocratica, Stevo Pendarovski, andranno al ballottaggio per le presidenziali il 27 aprile, avendo ottenuto il maggior numero di voti nel primo turno svoltosi ieri. Per l'affermazione già al primo turno, in base alla legge elettorale, era necessario ottenere oltre il 50% dei voti del numero totale degli elettori, che sono poco più di 1,7 milioni.

Come ha riferito nella notte la commissione elettorale a Skopje, dopo lo scrutinio del 99,46% dei seggi a Ivanov è andato il 51,64% di quelli che si sono recati a votare, e che sono stati il 48,86%. Ma la percentuale sul totale degli elettori è stata del 25,15%.

Pendarovski ha ottenuto il 37,55% dei voti espressi, ma il 18,27% del totale degli iscritti. Gli altri due candidati hanno ottenuto percentuali molto inferiori. Il secondo turno si terrà il 27 aprile, insieme alle elezioni legislative anticipate.

Al candidato del partito albanese Dpa Iljaz Halimi è andato il 4,49% dei voti espressi, pari al 2,19% del totale degli elettori, mentre Zoran Popovski del partito di opposizione Grom ha ottenuto il 3,61%, corrispondente all'1,76% del totale degli iscritti.

Al secondo turno del 27 aprile, tra Ivanov e Pendarovski vincerà chi otterrà più voti, a condizione tuttavia che l'affluenza risulti di almeno il 40%. Oggi la partecipazione al voto non è stata molto alta, poco meno del 49%, a causa sopratutto - secondo gli osservatori - di una scarsa mobilitazione della popolazione di etnia albanese, che costituisce il 25% dei circa 2 milioni di abitanti della Macedonia.

In tarda serata sia Ivanov che Pendarovski si sono detti fiduciosi in vista del secondo turno, certi di riuscire a mobilitare nuovi consensi. Le operazioni di voto - monitorate da oltre 8 mila osservatori locali e 326 stranieri - si sono svolte pacificamente e senza incidenti di rilievo. Poche le irregolarità e i disguidi tecnici segnalati.

La Macedonia, una delle sei repubbliche della ex Federazione jugoslava, ha dal 2005 lo status di Paese candidato alla Ue, ma non ha ancora avviato il negoziato di adesione per il blocco esercitato da anni dalla Grecia, che contesta la legittimità del nome 'Macedonia', un termine che Atene considera come esclusivo patrimonio storico e culturale ellenico. Per questo il paese balcanico fu accolto all'Onu nel 1993, due anni dopo l'indipendenza, con il nome provvisorio di Fyrom - Former Yugoslavian Republic of Macedonia.

SDA-ATS