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Macron invita alla tregua e rinuncia al vitalizio

Il presidente francese Emmanuel Macron in Costa d'Avorio KEYSTONE/EPA/lk ase sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 dicembre 2019 - 08:00
(Keystone-ATS)

Esorta allo "spirito di responsabilità", afferma che scioperare è legittimo ma aggiunge che "è giusto saper fare una tregua", almeno per Natale: Emmanuel Macron chiede ai francesi di far "trionfare l'intelligenza collettiva".

A mo' di esempio annuncia che "né al termine del mandato, né nel giorno in cui andrà in pensione" percepirà il vitalizio che una generosa legge del 1955 assegna agli ex presidenti della Repubblica.

Nel momento più delicato della crisi sociale in Francia, mentre gli scioperi entrano nella terza settimana e il Paese resta paralizzato dalla protesta degli "cheminot" contro la riforma delle pensioni, Macron non si sottrae alla regola da lui stesso dettata per tutti. E, al posto del suo "regime speciale", annuncia di volersi conformare a una pensione "a punti" come quella che prevede di imporre a tutte le categorie di lavoratori francesi.

Macron, 42 anni, ha preso la decisione durante la visita di stato in Costa d'Avorio, si è consultato con i suoi servizi ed ha annunciato che non percepirà mai il vitalizio: "ritiene che quella legge debba essere messa in conformità, quindi non percepirà la somma che gli assegnerebbe l'attuale norma. Siamo in un'epoca in cui i politici debbono essere esemplari", ha fatto sapere un suo consigliere all'Eliseo.

Macron sarà quindi il primo presidente a rinunciare alla legge che prevede per i capi di stato francesi un vitalizio equivalente allo stipendio di un Consigliere di stato, 6.220 euro lordi al mese (circa 5.200 netti), a prescindere dall'età o dalla durata del mandato esercitato o dal cumulo dei redditi.

In concreto, Macron potrebbe - in base alla legge che egli stesso vuole superare - percepire questo stipendio dal maggio 2022 (al termine del primo mandato, a 44 anni) o dal 2027 (a 49 anni) qualora fosse rieletto. E questo senza sottostare alla regola della cosiddetta "età di equilibrio" di 64 anni, l'unica che la riforma prevede necessaria per incassare la pensione a tasso pieno. Potrebbe persino aggiungerla ad altre spettanze, vitalizi o redditi, ad esempio dall'attività di consulente o conferenziere. Il tutto, ovviamente, reversibile alla vedova in caso di scomparsa.

Secondo Le Parisien, un nuovo regime per il presidente verrà varato, un sistema di transizione per conformare il suo regime a quello universale a punti.

Macron, inoltre - secondo quanto confermato dall'Eliseo - seguirà le orme dei suoi predecessori Nicolas Sarkozy e Francois Hollande che, rinunciando a una prerogativa degli ex presidenti, non sono "saliti" fra i Saggi come membri di diritto della Corte costituzionale. Nel qual caso, avrebbero potuto incassare un'ulteriore indennitàdi 13.500 euro al mese.

Se Sarkozy e Hollande incassano il vitalizio in aggiunta alle loro attività post-Eliseo, è Valery Giscard d'Estaing, 93 anni, presidente negli anni Settanta, ad aver incassato finora di più grazie al vitalizio (percepito fin dalla sua sconfitta alla rielezione nel maggio 1981 contro Francois Mitterrand), per un totale di 38 anni e 7 mesi, pari a una somma di 2,4 milioni di euro. Ai quali si aggiungono i 13.500 euro al mese che gli spettano da membro del Consiglio costituzionale, carica al quale non ha mai rinunciato.

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