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NAIROBI - Avevano promesso di amarsi per tutta la vita e con una cerimonia simbolica si erano "sposati" diventando così la prima coppia gay a unirsi in matrimonio in Malawi, Paese in cui l'omosessualità è illegale. Una mossa forse provocatoria, ma che non era piaciuta affatto alle autorità del Paese, scatenando indignazione tra la popolazione. Immediata è scattata l'accusa di "oltraggio al pudore" e "sodomia", che ha portato nel dicembre 2009 all'arresto di Tiwonge Chimbalanga e Steven Monjeza, al processo e oggi alla condanna a 14 anni di carcere, con l'obbligo di lavori forzati.
La motivazione della sentenza emessa dal giudice Nyakwasa Usiwa Usiwa, del tribunale di Blantyre, la capitale economica del Paese, parla chiaro: i due ragazzi, di 20 e 26 anni hanno violato "l'ordine naturale", pertanto è stato deciso il "massimo della pena, 14 anni di carcere con l'obbligo di lavori forzati", in modo che "la punizione faccia paura". Una sentenza, precisa il giudice, che "protegge il Malawi da individui come loro" e che sarà da esempio, perché altre persone "non siano tentate nel riprodurre" una simile "condotta orribile".
I due uomini erano stati arrestati il 27 dicembre scorso con l'accusa di oltraggio al pudore, dopo avere celebrato simbolicamente la loro unione. Tra febbraio e marzo si era svolto il processo. Il 18 maggio scorso i due giovani erano stati dichiarati colpevoli di "atti contro natura" e oggi infine viene emessa la sentenza di condanna. Il loro avvocato ha annunciato che farà appello.
Poco prima del pronunciamento della Corte i due avevano inviato un messaggio dalla prigione, sostenendo di amarsi. Tiwonge aveva scritto al compagno, affermando che se non avesse avuto la possibilità di vivere liberamente con lui, allora sarebbe stato "meglio morire in carcere". "La libertà senza di lui - aveva dichiarato nella missiva - non ha significato".
Immediate le reazioni della comunità internazionale, con diverse organizzazioni che hanno chiesto il rilascio incondizionato dei due giovani. Martedì scorso Amnesty International (Ai) aveva parlato di violazione dei diritti umani. L'omosessualità attualmente è illegale in almeno 38 Paesi africani. Tra questi c'é anche l'Uganda, che sta valutando un inasprimento delle pene che potrebbero comportare l'ergastolo o la pena di morte per i recidivi.

SDA-ATS