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Il Parlamento malese ha approvato oggi una legge anti-terrorismo che permetterà alle autorità di incarcerare sospetti terroristi senza processo, una mossa giustificata dal governo con la necessità di stroncare la crescente piaga dell'estremismo islamico nel Paese.

La "Legge per la prevenzione del terrorismo" è stata approvata dalla Camera bassa con 79 voti a favore e 60 contro. Prima di entrare in vigore dovrà essere votata anche dal Senato e ricevere il nulla osta del re, atti che però costituiscono poco più di una formalità.

Il premier Najib Razak ha giustificato il nuovo provvedimento citando le decine di malesi arrestati negli ultimi due anni per legami con l'Isis. Secondo il ministero dell'interno, sono 67 i cittadini malesi che sono andati a combattere in Iraq e in Siria. Due giorni fa, 17 persone sono state arrestate con l'accusa di voler pianificare attacchi contro la polizia e l'esercito, per procurarsi armi.

Secondo Human Rights Watch, la nuova norma è tuttavia "un gigantesco passo indietro per i diritti umani". I critici la considerano una reintroduzione di fatto della "Legge per la sicurezza interna", provvedimento revocato nel 2012 dopo essere stata usata per decenni per reprimere il dissenso.

Il mese scorso, il leader dell'opposizione Anwar Ibrahim ha visto confermata la condanna a cinque anni per sodomia, il che gli pregiudicherà di contestare Najib alle elezioni del 2018. Nel voto di due anni fa, il governo si è confermato in carica pur ottenendo meno voti della coalizione all'opposizione.

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SDA-ATS