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Malgrado Covid ditte non pagano in ritardo, ma Ticino non brilla

Le aziende non pagano più tardi, nonostante la crisi. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 settembre 2020 - 11:00
(Keystone-ATS)

Il coronavirus non ha finora spinto le aziende svizzere a procrastinare maggiormente i pagamenti: al contrario, le imprese fanno fronte in modo leggermente più veloce ai loro impegni che nel 2019.

È quanto emerge da uno studio periodico pubblicato oggi dalla società di informazioni economiche Bisnode, che mette peraltro anche in luce come le ditte ticinesi rimangano comunque seconde solo a quelle basilesi nel dilazionare i loro versamenti.

Nel primo semestre 2020 a livello nazionale il 21,8% delle fatture inviate da un'azienda a un'altra impresa (cosiddetto B2B) non sono state onorate nei termini convenuti. Il ritardo medio (per le fatture che poi sono state pagate) è stato di 14,5 giorni. Rispetto all'anno scorso vi è stato un miglioramento su entrambi i fronti: nella prima parte del 2019 i dati erano infatti rispettivamente del 23,4% e di 14,9 giorni."

"Pertanto, la crisi del Codid-19 non sembra aver ancora avuto un impatto negativo sul comportamento nell'ambito dei pagamenti", affermano gli autori della ricerca, che si basa su analisi di banche dati che passano al setaccio oltre un milione di fatture B2B al mese nella Confederazione.

Le differenze regionali sono però notevoli. Le più puntuali sono le aziende di Appenzello Interno (solo il 9% supera la scadenza), Uri (10%) e Sciaffusa (13%). Zurigo si trova a metà classifica (16%) mentre Ginevra scivola al quintultimo posto (23%, +3 punti rispetto al 2019).

Anche l'ultimo della classe, Basilea Città (46% +3 punti) presenta un peggioramento. In Ticino per contro la situazione migliora (28%, -5 punti), ma non abbastanza da poter abbandonare il penultimo rango. Non lontano si trovano anche Basilea Campagna (26%) e Zugo (25%).

I Grigioni (14%) figurano per contro fra i più ligi ai loro doveri, in una classifica in cui Bisnode osserva esplicitamente una sorta di Röstigraben.

Importante risulta anche essere il settore di attività. I cattivi pagatori si annidano soprattutto nei rami del commercio al dettaglio (36%), dell'automobile (35%) e della ristorazione (32%). Puntualità è invece offerta da istituti finanziari e assicurazioni (8%).

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