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Malta chiede fossile donato da naturalista a principe George

Il principino George con in mano il dente di squalo preistorico (a sinistra), insieme al padre, il principe William duca di Cambridge e al fratellino, il principino Luois (a destra) KEYSTONE/EPA/KENSINGTON PALACE HANDOUT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2020 - 21:17
(Keystone-ATS)

Il Regno Unito rischia di avere un altro contenzioso internazionale per ragioni culturali dopo quello pluriennale riguardante i marmi del Partenone, la cui restituzione viene invocata dalla Grecia.

Si tratta di un reperto molto meno voluminoso: un dente di squalo preistorico, che è stato regalato dal leggendario naturalista Sir David Attenborough, la risposta britannica all'italiano Piero Angela, nel corso di un recente incontro coi duchi di Cambridge.

È stato il principino George a ricevere nelle mani il prezioso fossile, che il conduttore televisivo aveva trovato più di cinquanta anni fa nel corso di una vacanza sull'isola di Malta. Le immagini dei reali che si divertono col dente di squalo non sono però piaciute alle autorità della Valletta che, almeno a parole, si sono mosse per chiederne il rimpatrio qualora ce ne fossero gli estremi.

"Ci sono alcuni reperti che sono importanti per l'eredità culturale di Malta, ma sono però finiti all'estero e devono essere restituiti", ha tuonato José Herrera, ministro della Cultura maltese, in una intervista al Times of Malta.

Ha poi precisato che vuole tutelare maggiormente anche i reperti della storia naturale dell'isola, ai quali sino a oggi è stata data una minore attenzione.

I reali britannici potrebbero quindi essere fra i primi a pagare le conseguenze di questa nuova politica perseguita dal governo maltese, che già con una legge introdotta nel 2002 aveva espressamente vietato la "rimozione e lo scavo" di oggetti con una "rilevanza geologica". In questo caso, si tratta del dente di un megalodonte, un grande squalo preistorico, vissuto 23 milioni di anni fa.

Difficile pensare che Londra si imbarchi in una diatriba con quella che fino al 1964 era una sua colonia. Anche perché già ci sono una serie di contenziosi internazionali che riguardano reperti molto più importanti conservati nei musei del Regno.

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