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Una foto di Salman Abedi, l'attentatore di Manchester.

KEYSTONE/AP Greater Manchester Police

(sda-ats)

La caccia alle "figure chiave" del network terroristico dietro l'attacco di Manchester non si ferma. A dirlo lo stesso ministro degli Interni Amber Rudd in una intervista alla Bbc.

Intanto, dalla città inglese arriva la notizia di un nuovo arresto, con la dodicesima persona finita sotto custodia, e di un raid della polizia nel corso del quale si è udita quella che molto probabilmente è stata una esplosione controllata condotta dalle forze dell'ordine in un appartamento. Nel frattempo, il Sunday Telegraph rivela che Hasham Abedi, il fratello minore dell'attentatore Salman Abedi, faceva parte di una cellula jihadista che progettava di uccidere a Tripoli in un attentato l'inviato dell'Onu in Libia, il tedesco Martin Kobler.

Il 20enne sospetto terrorista arrestato a Tripoli dopo la strage compiuta dal fratello in Inghilterra viene definito una "figura significativa" all'interno del gruppo che preparava l'attacco. I terroristi stavano ultimando un ordigno esplosivo col quale colpire il convoglio di Kobler all'inizio dell'anno nella capitale del Paese nordafricano, ma le forze di sicurezza locali hanno sventato il complotto. E il Telegraph rivela anche che agenti britannici dell'MI6 sono andati in Libia per comprendere quali legami ci siano tra i due fratelli Abedi rispetto all'attentato di Manchester.

Nella città inglese, come ha sottolineato Rudd, continuano a "pieno ritmo" le indagini. È stato compiuto un nuovo arresto nella zona di Old Trafford, con un 25enne finito in manette, mentre è stata condotta una perquisizione in un appartamento di Moss Side. I media inoltre hanno rivelato che si trovava in un anonimo condominio nel nord di Manchester la 'fabbrica' della bomba usata da Abedi nella strage. L'edificio, perquisito dagli agenti dell'anti-terrorismo, è a Somerton Court, nel quartiere di Blackley. Abedi aveva pagato 700 sterline per affittarlo e ci era rimasto sino a qualche settimana fa. Il proprietario aveva notato che gli allarmi antincendio erano stati disattivati in modo da evitare che scattassero durante la costruzione dell'ordigno. Abedi aveva preso in affitto anche un altro appartamento, quest'ultimo nel centro di Manchester a Granby Row, che fungeva invece da base operativa nei giorni precedenti all'attacco all'arena.

Intanto non finiscono le polemiche politiche seguite all'attacco che, come sottolineano gli analisti, sta profondamente influenzando la campagna elettorale per l'8 giugno in cui il tema sicurezza è ormai diventato fondamentale. I conservatori hanno nuovamente attaccato il leader laburista, Jeremy Corbyn, affermando che se diventasse premier sarebbe un rischio per il Paese perché in passato si è molte volte opposto alle misure restrittive nei confronti dei terroristi. Secca la risposta del capo dell'opposizione, che ha affermato di aver votato contro quei provvedimenti che secondo lui non prevedevano adeguate garanzie per i sospettati.

SDA-ATS

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