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Il leader laburista Jeremy Corbyn.

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

Una nuova politica estera, meno interventista, per "ridurre invece che incrementare la minaccia del terrorismo".

La ha promesso oggi il leader laburista Jeremy Corbyn, dato in parziale rimonta dai sondaggi sulla premier Tory Theresa May a due settimane dal voto politico nel Regno Unito.

Secondo Corbyn, c'è in effetti un legame fra gli interventi militari dell'Occidente in giro per il mondo e il terrorismo che colpisce in Gran Bretagna come altrove.

Il concetto di "guerra al terrorismo semplicemente non funziona", ha rincarato il numero uno del Labour attirandosi, mentre May è a Taormina per il G7, l'accusa dei Conservatori di voler "strumentalizzare la strage di Manchester" a fini elettorali.

Critico pure Charles Clark, laburista "moderato" e ministro dell'Interno con Tony Blair, che ha attaccato le opinioni di Corbyn sulla sicurezza, spingendosi fino a negare connessioni dirette fra il terrorismo e conflitti come quello in Afghanistan, in Iraq o in Siria.

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SDA-ATS