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Manchester: MI5 ammette falle in prevenzione attentato 2017

L'intelligence interna britannica ha ammesso i propri errori in merito all'attentato di Manchester.

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

I servizi britannici dell'MI5, l'intelligence interna del Regno Unito, ammettono per la prima volta le loro falle - largamente denunciate sui media - nelle indagini che avrebbero potuto prevenire il sanguinoso attentato suicida nella Manchester Arena.

L'attacco fu compiuto nel 2017 dal 22enne Salman Abedi, figlio di rifugiati libici della vecchia opposizione islamica anti-Gheddafi trapiantato in Gran Bretagna, che si fece esplodere all'uscita del concerto di Ariana Grande, affollato di giovanissimi, causando 22 morti.

In un rapporto redatto da un organismo di controllo interno all'intelligence e trasmesso al Parlamento, si riconosce che gli 007 furono "troppo lenti" nel decodificare le informazioni sulle attività di Abedi (e di suo fratello), sul suo graduale inserimento all'interno di ambienti radicali e sulla sua concreta pericolosità.

E gli permisero di rientrare senza particolari controlli nel Regno - in forza della sua cittadinanza britannica - dopo un periodo trascorso in Libia a contatto con movimenti legati alla galassia dell'Isis.

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