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BRUXELLES - Dodici attivisti di Greenpeace coperti di petrolio hanno manifestato davanti al palazzo Berlamont di Bruxelles, sede della Commissione Europea, per chiedere che siano fermate le trivellazioni nelle grandi profondita' marine.
Gli attivisti hanno montato due simulacri di torri da perforazione, mostrando striscioni gialli con la scritta 'Stop deep-sea drilling' proprio mentre i commissari europei all'energia, Guenther Oettinger, e all'ambiente, Janez Potocnik, ricevevano i responsabili di 18 delle maggiori compagnie petrolifere mondiali.
La scorsa settimana Oettinger ha gia' annunciato che appoggera' la richiesta di una moratoria di nuove trivellazioni nelle acque europee finche' non sara' fatta piena luce sull'incidente della piattaforma Deep Horizon della Bp che ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico.
''Quello che chiediamo - ha spiegato Christoph von Lieven, portavoce di Greenpeace sul posto - e' che siano fermate non le trivellazioni in mare ma quelle a grandi profondita', ovvero oltre i 200 metri, perche' al di sotto di quella quota non e' possibile l'intervento di sommozzatori in caso di incidenti''.
L'organizzazione ambientalista in un comunicato chiede che la Ue adotti politiche che riducano i consumi tramite ''l'introduzione di nuovi standard di efficienza energetica nelle motorizzazioni'' per il trasporto su gomma e ''lo sviluppo di un sistema basato pienamente su fonti rinnovabili entro il 2050 ed una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra nella Ue entro il 2020''.
''Solo il 6% della produzione petrolifera mondiale proviene da pozzi a grande profondita' - ha spiegato von Lieven - Tale quota sarebbe facilmente rimpiazzabile con una migliore efficienza nei consumi dei motori di macchine e camion, senza mettere a rischio migliaia di vite e senza provocare danni all'ambiente che restano per decenni''.

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SDA-ATS