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Si è spenta oggi, a 75 anni, la scrittrice e sociologa Fatema Mernissi. Lo riferisce all'editore italiano Giunti, Jamila Hassoune, appassionata compagna di battaglie, celebre per avere organizzato insieme all'autrice nata a Fès, nel 1940, la Caravane du livre.

Dopo la recente scomparsa di Assia Djebar lo scorso febbraio, un'altra preziosa voce di intellettuale e femminista proveniente dal mondo arabo-islamico scompare.

Instancabile, curiosa, ironica, creativa in ogni manifestazione del suo agire intellettuale - che fosse un libro o una conferenza, un corso universitario, una Carovana civica come le tante che contribuiva a organizzare in Marocco e in altri paesi, un laboratorio di scrittura o un atelier di lavoro per le donne marocchine delle aree rurali - Mernissi ha saputo incrociare gli sguardi e i linguaggi, abbattere i pregiudizi reciproci, ridere di ogni preconcetto e sostenere le ragioni di una cultura islamica progressista, pacifista, nata dalle connessioni più avanzate del web come dal riconoscimento delle tradizioni.

Con La terrazza proibita ha fatto conoscere e amare a molte migliaia di lettrici e lettori italiani la realtà dell'harem in cui era cresciuta a Fez; con L'harem e l'Occidente ha ironizzato sui pregiudizi nei confronti della "passività femminile" nelle culture islamiche e ci ha mostrato quali confinamenti e condizionamenti subiscano le donne anche nel nostro mondo emancipato e apparentemente paritario.

Con il coraggioso Islam e democrazia ha fatto conoscere e valorizzato le correnti di pensiero e di azione più aperte e pacifiche dell'Islam e i conflitti interni al vasto mondo musulmano. Tra i titoli pubblicati in italiano da Giunti si ricordano: La terrazza proibita (1996), L'harem e l'occidente (2000), Islam e democrazia (2002), Karawan. Dal deserto al web (2004), Le 51 parole dell'amore (2008).

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SDA-ATS