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Importante test politico oggi in Marocco chiamato a rinnovare i consigli comunali e regionali, per la prima volta da quando è stata varata la nuova Costituzione del 2001.

I seggi sono rimasti aperti dalle 8.00 alle 19.00 (dalle 9.00 alle 20.00 ora svizzera) con un'affluenza più o meno in linea con le precedenti consultazioni locali.

Questa chiamata alle urne dei quattordici milioni e mezzo di elettori è considerata una prova generale delle elezioni politiche dell'anno prossimo. La Carta marocchina, concessa in piena Primavera araba, punta sul regionalismo e offre al territorio una grande autonomia con un forte potere di rappresentanza agli eletti. I risultati saranno comunicati entro domani. L'affluenza calcolata sulla base dei votanti fino alle 12.00, sfiorava il 12%, un tasso praticamente identico alle comunali del 2009; alle 17.00 toccava il 36,5%, in lieve aumento rispetto al 32,5 di sei anni fa.

La posta in gioco è alta: sono 30 i partiti in competizione, attraverso i 130'925 candidati (poco più di un migliaio i candidati indipendenti), ma il confronto diretto è tra i due maggiori, il Pjd, Partito della giustizia e dello sviluppo, conservatore e filoislamista, che esprime il primo ministro in carica, e il Pam, Partito del l'autenticità e della modernità, principale partito d'opposizione. Tra i capilista figurano dodici ministri dell'attuale governo.

Le circoscrizioni sono tutte divise in due, una per gli uomini e una per le donne. Un meccanismo che ha permesso di eleggere 3465 rappresentanti nelle scorse elezioni. Un terzo dei seggi in ogni circoscrizione è riservato alle donne. Nel tentativo di coinvolgere le fasce più giovani, la nuova Costituzione ha ridotto da 23 a 18 anni l'età minima per fondare un partito politico. Ogni partito, comunque, prevede per statuto la partecipazione giovanile.

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SDA-ATS