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ANKARA - Se oggi a Washington la Commissione degli affari esteri del Congresso approverà la risoluzione per classificare come "genocidio" i massacri degli armeni da parte dell'Impero ottomano tra il 1915 ed il 1917, la Turchia potrebbe ritirare il proprio ambasciatore da Washington. Lo ha riferito l'emittente privata turca Ntv.
Stando al quotidiano turco "Vatan", la Turchia potrebbe inoltre cancellare contratti con aziende della difesa americana per un valore di 45 miliardi di dollari. È proprio per sventare questa minaccia, riferisce il giornale, che gli amministratori delegati di cinque grandi compagnie americane hanno scritto ai deputati membri della Commissione esteri per sottolineare i rischi che un via libera alla risoluzione comporterebbe. Le compagnie contrarie alla risoluzione sono la Boeing, la Raytheon, la Northrop Grumman, la Lookeed Martin e la United Technologies.
Ieri, riferisce sempre "Vatan", il presidente turco Abdullah Gül ha telefonato a Barack Obama per ribadirgli la preoccupazione di Ankara circa la risoluzione all'esame della Commissione esteri e chiedergli di bloccarla. L'approvazione del documento, ha detto Gul al capo della Casa Bianca, farebbe gravi danni sia alle relazioni turco-americane sia al processo di normalizzazione dei rapporti avviato lo scorso ottobre fra Turchia ed Armenia.
La Turchia ha sempre negato che il milione e mezzo di armeni uccisi (Ankara sostiene "solo" 300'000) siano stati vittima di un genocidio ed ha sempre affermato che morirono in seguito ad una guerra civile.

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SDA-ATS