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La Polonia ha criticato oggi l'esportazione di reti di camuffamento di alta tecnologia dalla Svizzera alla Russia. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha dato il via libera all'esportazione affermando che il contratto di vendita era stato concluso prima dell'applicazione dell'embargo alla Russia.

"Bisogna parlarne, bisogna condannare questo genere di transazioni", ha dichiarato il capo della diplomazia polacca Grzegorz Schetyna alla radio Zet. Anche i media hanno sottolineato il fatto che con la consegna di questo genere di equipaggiamento militare gli Svizzeri "facilitano le azioni aggressive delle forze armate russe".

"L'Unione europea rimane unita sulle sanzioni decise" nei confronti di Mosca dopo l'annessione della Crimea e il conflitto nell'est dell'Ucraina, "ed è importante mantenere questa unità", ha aggiunto il ministro polacco.

Una portavoce della SECO aveva confermato domenica all'ats un'informazione dei giornali domenicali secondo cui la Confederazione ha autorizzato l'esportazione delle reti di camuffamento per un valore di 90 milioni di franchi.

L'ordinanza del Consiglio federale sulle sanzioni prevede che i contratti firmati prima dell'agosto 2014 non ricadono sotto le restrizioni. E quello per la fornitura di camuffamenti invisibili agli infrarossi e ai radar (utili tanto per nascondere agli occhi del nemico le truppe quanto veicoli e armi) è stato firmato in precedenza. Un primo lotto di tali reti, per un valore di 54 milioni di franchi, era partito dalla volta della Russia il 16 ottobre 2014. La seconda fornitura (37 milioni) è stata spedita il 12 dicembre.

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SDA-ATS