È già polemica in Usa per la pena mite inflitta all'attrice Felicity Huffman, resa famosa dalla serie tv 'Casalinghe disperate', la prima nello scandalo delle mazzette per le ammissioni dei figli dei vip nelle università americane più blasonate.

La pena è di 14 giorni di carcere, una multa di 30 mila dollari e 250 ore di servizio sociale. L'accusa aveva chiesto almeno un mese di carcere, seguito da 12 mesi di libertà vigilata, oltre ad una ammenda di 20 mila dollari. Il giudice Indira Talwani, della corte di Boston, ha deciso per un compromesso, stigmatizzando però pubblicamente la star e un sistema che "non è meritocratico ma che favorisce i figli dei ricchi", a scapito dei giovani meritevoli senza genitori facoltosi alle spalle.

Una critica che però molti le hanno ribaltato addosso, sostenendo che anche la giustizia spesso ha due pesi e due misure, con pene più pesanti per reati equiparabili verso le minoranze o di chi non può pagarsi bravi avvocati.

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