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Medio Oriente: nuovo inviato Usa, pace possibile ma sfida enorme

La pace tra israeliani e palestinesi è possibile: sono le prime parole dell'ex ambasciatore americano in Israele, Martin Indyk, al momento della formalizzazione della sua nomina a nuovo inviato americano per il Medio Oriente. Indyk ha definito i negoziati che si stanno per aprire domani a Washington "una sfida enorme".

Da parte sua il segretario di Stato americano John Kerry, a poche ore dalla ripresa - dopo tre anni - di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, ha affermato che l'obiettivo deve essere quello di un "compromesso ragionevole". Kerry non ha nascosto le "tante difficoltà" che i negoziatori dovranno superare.

Mentre il presidente Barack Obama, in una nota, sostiene che "la pace in Medio Oriente è possibile e necessaria". I negoziatori, spiega, hanno davanti "un duro lavoro e dure scelte da fare". "Ma durante la mia visita in Medio Oriente ho visto il profondo desiderio di pace sia tra gli israeliani che tra i palestinesi". "Spero che israeliani e palestinesi affronteranno questi negoziati in buona fede e con grande determinazione", conclude Obama.

Intanto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è incontrato oggi al Palazzo di Vetro con la ministra della giustizia e capo negoziatore israeliano Tzipi Livni. Durante il colloquio, Ban ha espresso il suo "forte sostegno" per la ripresa di negoziati credibili tra Israele e Autorità nazionale palestinese, per conseguire la soluzione dei due Stati, sottolineando "il suo apprezzamento per la recente coraggiosa decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu a questo riguardo".

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