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Per nulla intimorito dall'inchiesta milanese e fermamente convinto che da questa storia ne uscirà, alla fine, rafforzato, Silvio Berlusconi - in un messaggio ai Promotori della Libertà che sarà diffuso in serata - torna a parlare del "Rubygate", ribadendo di voler procedere al più presto con la riforma della giustizia che continua a considerare una priorità, insieme al federalismo.

Ma soprattutto, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, ribadirà di voler andare avanti, forte del consenso popolare e di una maggioranza che ha dimostrato di avere i numeri in parlamento; ma anche sicuro della debolezza dell'opposizione che a suo giudizio resta divisa e frammentata.

Il presidente del Consiglio italiano, apprende l'agenzia di stampa ANSA, si scaglierà contro quelli che da tempo definisce pm politicizzati, rispolverando un'espressione già usata in passato: plotone di esecuzione.

Il premier dovrebbe anche ribadire di non considerare competente la procura milanese, pur precisando di non avere alcuna intenzione di sottrarsi da accuse che, comunque, ritiene false, grottesche, inverosimili. Nei suoi affondi, riferiscono fonti parlamentari, ci sarà spazio anche per un attacco al presidente della Camera italiana Gianfranco Fini reo, a suo giudizio, di aver tradito il mandato popolare.

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SDA-ATS