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Lydia Cacho, giornalista messicana nota per le sue inchieste sulle reti di pedopornografia e traffico di donne, si allontanerà dal suo Paese per qualche tempo, "finché non saranno garantite le condizioni perché possa vivere normalmente", hanno annunciato fonti di Articolo 19, associazione di difesa dei diritti dei giornalisti, che insieme ad Amnesty International ha denunciato che Cacho ha ricevuto di recente nuovi messaggi telefonici minatori.

"Ti manderemo a casa a pezzetti", minacciava una voce anonima in una telefonata registrata dalla giornalista, che è stata denunciata per diffamazione e perfino detenuta brevemente a causa delle accuse che ha lanciato contro noti impresari e importanti dirigenti politici messicani nei suoi libri-inchiesta "I demoni dell'eden" (2005), sulla pornografia e la prostituzione di bambini, e "Schiave del potere" (2010) sulle reti internazionali di traffico di persone destinate al mercato della prostituzione.

I responsabili di Articolo 19 hanno sottolineato che l'allontanamento di Cacho dal Messico è solo una misura "transitoria" e "preventiva", dovuta in sostanza al fatto che malgrado le ripetute segnalazioni di minacce e messaggi minatori, "le autorità non hanno risposto con la dovuta diligenza" alle richieste di protezione della giornalista.

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SDA-ATS