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CITTÀ DEL MESSICO - Almeno 13 persone, in massima parte adolescenti, nella notte tra sabato e domenica sono state trucidate durante una festa a Ciudad Juarez, città del nord del Messico al confine con gli Stati Uniti teatro di una spietata guerra tra narcotrafficanti che ogni anno provoca migliaia di morti.
Il massacro si è consumato in una villetta dove un gruppo di amici si era riunito per festeggiare la vittoria della squadra del cuore a una partita di football americano.
Gli assassini, secondo alcuni vicini, sono arrivati in piena notte mentre il party era ancora in corso. Erano a bordo di alcuni Suv. Sono scesi armi in pugno ed hanno cominciato a sparare all'impazzata sugli studenti che si trovavano all'interno e nel giardino. Alcuni hanno cercato di fuggire ma sono stati raggiunti e uccisi.
Tra le vittime, secondo la polizia messicana, si contano anche due adulti. Gli inquirenti al momento altro non dicono né si azzardano a fare ipotesi sulle motivazioni di una carneficina che ha scioccato una città che, pure, la violenza la conosce fin troppo bene.
Secondo fonti locali, non è chiaro se del massacro sia responsabile una delle gang di narcos che controllano il lucroso traffico della droga verso gli Stati Uniti. Molti sostengono tuttavia che non potrebbe essere altrimenti: a Ciudad Juarez, dicono, non accade nulla senza che i loro sappiano.

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SDA-ATS