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Messico: Dea, cartelli droga verso accesso diretto mercato usa

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2013 - 18:53
(Keystone-ATS)

I cartelli della droga messicani puntano al controllo diretto del mercato negli Stati Uniti e stanno infiltrando sempre più uomini sul territorio. A lanciare l'allarme è la stessa Dea, la divisione antidroga che ha definito la minaccia una delle più serie per il Paese a livello di crimine organizzato.

Secondo quanto scrive il Washington Post, gli uomini dei cartelli della droga messicani raramente si erano avventurati al di là del confine degli Stati Uniti. Ora invece la loro presenza si sta radicando sul territorio nazionale per mettere le mani, come affermano gli esperti, sul mercato più lucrativo del mondo a livello di narcotraffico. Dal narcotraffico al mercato della prostituzione, al racket e al riciclaggio di denaro sporco il passo poi è breve.

Non a caso, un segno che la minaccia è incombente e si sta facendo più che mai seria, è stato il fatto che uno dei più noti trafficanti messicani, Joaquin 'El Chapò Guzman, è stato definito nemico pubblico numero uno, al pari di Al Capone, anche se non ha mai messo piede negli Stati Uniti.

Secondo la Commissione del crimine di Chicago, El Chapo alimenta il mercato della droga sia di Chicago sia di altre città americane. "La gente a Chicago pensa che il confine con il Messico sia lontano quasi tremila km e non è un loro problema", ha detto Jack Riley della Dea. "Ebbene lo è, perchè in questi giorni lavoriamo come se Chicago fosse luogo il confine".

"I cartelli messicani - gli fa eco il procuratore generale della Pennsylvania, Kathleen Kane - si stanno impossessando dei nostri quartieri". Per anni, scrive ancora il Washington Post, i cartelli hanno usato trafficanti americani per spacciare la droga. Ora invece, nel tentativo di massimizzare i profitti e di tenerseli tutti per loro, sono alla ricerca di un controllo diretto.

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