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CITTA' DEL MESSICO - Una macchina imbottita di esplosivo, e un telefonino per attivare la carica: é la modalita', mai usata finora a Ciudad Juarez, scelta dai narcotrafficanti messicani in un attentato perpetrato in quella che é una delle citta' piu' pericolose al mondo. Lo sottolineano gli investigatori, precisando che nell'attentato, compiuto ieri notte, sono morte quattro persone, tra le quali due agenti.
Il comandante della zona militare di Juarez, generale Eduardo Zarate, ha precisato che l'auto-bomba - posteggiata in una delle arterie piu' importanti della citta' - "é stata fatta esplodere dalla telefonata di un cellulare, che ha fatto saltare in aria circa dieci chilogrammi di esplosivo".
Il sindaco della citta', José Reyes, ha da parte sua rilevato che "é la prima volta" che nella regione c'é un attentato di questo tipo, ricordando che i poliziotti morti erano giunti sul posto dove c'é stata l'esplosione dopo una chiamata telefonica anonima d'emergenza.
Secondo gli investigatori, l'esplosione fa seguito all' arresto, qualche giorno fa, di Jesus Armando Acosta Guerrero 'El 35', uno dei capi di La Linea, braccio armato del cartello narco di Juarez.
"Guerrero é accusato di coordinare il traffico della droga nel centro della citta' e di essere responsabile di diversi omicidi di sicari dei gruppi criminali rivali, in particolare gli uomini di un'organizzazione chiamata Artistas Asesinos, dipendente a sua volta dal cartello di Sinaloa", hanno precisato fonti locali.
L'esplosione del veicolo a Ciudad Juarez coincide con i dati forniti oggi sulla violenza in Messico da parte del procuratore generale della repubblica, Arturo Chavez, per il quale dall' inizio del 2010, sono già oltre 7.000 i morti per attentati e attacchi da parte dei killer del narcotraffico.

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SDA-ATS