Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

CITTÀ DEL MESSICO - In Messico i cartelli dei narcotrafficanti sembrano aver colto l'occasione dell'avvio dei mondiali di calcio, e della partita ieri tra la nazionale "azteca" e il Sudafrica, per insanguinare gli ultimi due giorni con una lunga scia di morti e feriti.
Anche se è impossibiler tenere il conto delle vittime con precisione, sono almeno 77 le persone uccise in 24 ore nel paese, hanno rilevato oggi i media locali, in quella che hanno definito la peggior "matanza" sotto la presidenza di Felipe Calderon, con protagoniste proprie le varie gang del narcotraffico.
La lista, peraltro, si allunga costantemente e le cronache riferiscono dettagli raccapriccianti che testimoniano anche del modo spregiudicato con il quale gli Zetas, il cartello di Sinaloa o i "cugini" delle altre bande operano nel Paese.
La giornata più nera per il Messico era cominciata con la strage di 19 trafficanti di stupefacenti rinchiusi in un centro di riabilitazione a Chihuahua, finiti nella notte tra giovedì e venerdì a colpi di fucile da un commando con una trentina di uomini. Sempre nella stessa provincia, in episodi diversi, sono state poi giustiziate 15 persone, tra cui tre agenti della polizia municipale di Ciudad Juarez, incluso il comandante Julian Armando Medina.
Altri 20 presunti narcos sono stati giustiziati a Puerto Madero. Due morti anche fra 24 alunni di un liceo rimasti coinvolti in un conflitto a fuoco mentre si trovavano su un bus.
Di oggi è la notizia della scoperta di resti ossei di almeno tre persone in una discarica nel villaggio Corralitos, nello stato di Durango: questa volta, hanno precisato i media locali, si tratta di persone uccise sei-otto mesi fa, tutti tra i 30 e i 40 anni.
Violenza e morti sono registrati anche a Guerrero, Sinaloa, Michoacan, Queretaro e Jalisco.
Al centro delle mattanze ci sono in queste ore una lunga catena di vendette intra-cartelli. Nell'eccidio di Chihuahua, le vittime facevano parte di una gang che risponde agli ordini del gruppo di Sinaloa guidato da Joaquin "Chapo" Guzman (tra i narcotrafficanti più ricercati al mondo), gli aggressori rispondono invece al boss del gruppo criminale di Juarez, Vicente Carrillo Fuentes.

SDA-ATS