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Migliorano le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera.

Il relativo indice calcolato dal Centro per la ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D) e da Credit Suisse (CS) è salito in dicembre a 16,6 punti, contro gli 0,0 punti di novembre. L'indicatore è quindi quasi tornato ai livelli di ottobre, miglior mese dal marzo 2014, si legge in un comunicato diramato oggi.

Nel dettaglio, il 55,6% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 30,5% si aspetta un miglioramento e il 13,9% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 30,5 meno 13,9 = 16,6).

Rispetto a novembre sono in aumento gli ottimisti (+9,3 punti), mentre si sfoltiscono le file di coloro che puntano sullo status quo (-2,0 punti) e dei pessimisti (-7,3 punti). Migliore nel confronto mensile è anche il giudizio sull'attuale andamento dell'economia, con un indice a -2,7 punti (+9,5).

Il miglioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi più favorevole nell'Eurozona (41,2 punti, +3,7), mentre meno roseo è visto il futuro negli Usa (11,8 punti, -6,9).

Tornando entro i confini elvetici, crescono gli esperti che si aspettano un aumento dell'inflazione (30,5% degli interpellati, +5,5 punti rispetto a novembre): la grande maggioranza (55,6%) non prevede però cambiamenti.

I tassi sono attesi stabili nel corto termine (71,4%) e anche sul lungo termine molti non vedono cambiamenti (47,2%, -1,3 punti), sebbene vi sia una consistente quota (41,7%, -0,7 punti) che scommette su un aumento.

Il 62,5% degli interrogati (in calo di 0,9 punti) prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI. Riguardo ai cambi, il 61,1% del campione ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 22,2% si aspetta un indebolimento del franco e il 16,7% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 74,3% vede una crescita dei senza lavoro e il 25,7% una stagnazione: nessuno si aspetta un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 30 novembre e il 14 dicembre, hanno partecipato 36 analisti.

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SDA-ATS