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Nel nord della Francia, alla periferia di Dunkerque, sorgerà a gennaio il primo campo rifugiati "in linea con le norme Unhcr", che sarà gestito dagli enti locali insieme a Medici senza Frontiere (Msf) e ospiterà circa 2.500 migranti.

Lo rivela il quotidiano Le Monde, citando fonti del comune che ospiterà la struttura, Grande-Synthe, oggi sede di un accampamento provvisorio "come Calais, in peggio".

"Ci saranno docce, acqua e tende riscaldate", racconta Ali, fuggito dall'Iraq dopo aver lavorato come interprete per i militari della Royal Air Force britannica. Lui spera di lasciare la Francia al più presto, con la moglie e i due figli, ma la prospettiva di vivere in condizioni migliori se il 'passaggio' dovesse fallire o tardare è già una consolazione.

Oggi, lui e gli altri 2.500 o 3.000 rifugiati accampati qui, in gran parte curdi, vivono sotto teloni di plastica non isolati, scaldandosi e cucinando con miseri fuochi di legna recuperata nella boscaglia vicina. Il sindaco ecologista di Grande-Synthe, Damien Careme, ha avviato autonomamente la progettazione del campo, e il 23 dicembre ha presentato l'idea alla stampa.

Tanto è bastato ad attirare l'attenzione del ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, che ha ricevuto Careme il giorno stesso, e promesso che il milione e mezzo di euro che serviranno per la struttura saranno rimborsati dallo Stato. Manca solo il via libera del prefetto, che dovrà pronunciarsi in particolare sull'idoneità dell'area scelta per il campo.

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SDA-ATS