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Voleva essere una festa, ed una festa è stata la marcia antirazzista di Milano per dire no a muri e divisioni e sì all'integrazione. Secondo le stime degli organizzatori hanno partecipato centomila persone. Ben più quindi delle diecimila ipotizzate alla vigilia.

E tutto si è svolto senza incidenti o quasi: solo una contestazione al Partito democratico (Pd) da parte di un gruppo di antagonisti, che avrebbero voluto l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza fuori dal corteo.

Rappresentanti di tante comunità straniere - alcuni con i costumi nazionali - si sono mischiati a sindaci con la fascia tricolore, a partire da quello di Milano Giuseppe Sala. Migranti, associazioni dalla Caritas a Legambiente, personaggi famosi (da Gino Strada a Roberto Vecchioni passando per il fondatore di Slow Food Carlin Petrini e la segretaria della Confederazione generale italiana del lavoro, Cgil, Susanna Camusso), politici (dal ministro Maurizio Martina, vicesegretario Pd, a Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani) e tanta gente comune.

Tutti dietro al presidente del Senato, Pietro Grasso, a Beppe Sala e a Emma Bonino, che hanno aperto il corteo. Non c'era invece il segretario del Pd Matteo Renzi, nonostante avesse partecipato in mattinata a un incontro a Milano su Pier Paolo Pasolini.

A fianco del sindaco Sala ha invece voluto sfilare il presidente del Senato Pietro Grasso. "Integrazione significa far sicurezza" ha detto. "Chi è nato in Italia, studia in Italia, è italiano". Una risposta indiretta alle critiche arrivate dal centrodestra. Matteo Salvini ha parlato di una "marcia per gli invasori", Silvio Berlusconi di una delegittimazione delle forze dell'ordine mentre, dopo il ferimento di due militari e un agente Polfer (Polizia ferroviaria) alla stazione Centrale, c'era chi aveva chiesto di cancellare la marcia. A loro ha risposto il sindaco Sala: "sono convinto che se avessero chiesto ai militari feriti se era giusto fare la manifestazione di oggi avrebbero detto di sì. Il tema dell'immigrazione riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e io voglio essere un costruttore di ponti non di muri".

"Oggi diciamo che non torniamo indietro. Non costruiremo con i mattoni dell'intolleranza nuovi muri e divisioni" ha aggiunto il presidente del Senato. Serve una "legge giusta" sulla cittadinanza "perché chi nasce in Italia, chi studia insieme ai nostri figli, chi si impegna per il bene di tutti è italiano".

"Credo che non si possa che esprimere grande soddisfazione per la bella riuscita della importante e positiva marcia di Milano 'Insieme senza muri'" ha osservato Lorenzo Guerini (Pd) che ha però voluto anche sottolineare "l'attento impegno per garantire la sicurezza di ogni cittadino come sta facendo molto positivamente e con efficacia il governo attraverso il lavoro del ministro Minniti".

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SDA-ATS