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Migranti: Johnson, fuori da Ue faremo valere rigore legge Gb

Il premier Boris Johnson vuole far valere "il rigore" della legge britannica a protezione dei confini KEYSTONE/AP/Kirsty Wigglesworth sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2020 - 14:51
(Keystone-ATS)

Il Regno Unito sta diventando "un obiettivo e una calamita" per "i trafficanti di esseri umani" che sfruttano la disperazione dei migranti clandestini. Il governo britannico intende cogliere l'occasione della Brexit per cambiare gli accordi Ue di Dublino.

L'obiettivo è quello di far valere "il rigore" della legge britannica a protezione dei confini. Lo ha detto oggi il premier Boris Johnson, incitato dal deputato della maggioranza Lee Anderson nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni a reagire di fronte all'incremento recente dei tentativi di sbarchi attraverso la Manica e a quello che Anderson ha chiamato "l'abuso dei richiedenti asilo" da parte degli scafisti.

"Ho grande compassione verso coloro che sono tanto disperati da mettere a rischio i propri figli su un gommone per attraversare la Manica", ha premesso Johnson. "Ma devo dire - ha aggiunto - che ciò che essi fanno è rendersi prede di bande di criminali e violare la legge, oltre a minare le legittime richieste regolari d'asilo di altri" rifugiati.

Di qui l'impegno "a cogliere la chance dell'uscita dall'Ue per cambiare le regole di Dublino sui rimpatri e colpire con il rigore delle nostre leggi" i trafficanti che "temo vogliano fare di questo Paese un obiettivo e una calamita sfruttando persone vulnerabili".

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