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È stato trovato un accordo per la gestione della crisi dei migranti sulla Rotta balcanica. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

"Ora si tratta di mettere in pratica l'accordo che abbiamo trovato", che riguarda l'assistenza materiale ai migranti, la gestione dei flussi e il controllo frontiere.

I migranti "devono essere registrati: no a registrazione, nessun diritto". È il principio concordato nel mini-vertice sulla Rotta balcanica, ha precisato Juncker.

Saranno creati 100mila nuovi posti di accoglienza per i profughi, 30mila in Grecia entro la fine dell'anno più altri 20mila grazie all'Unhcr, mentre altri 50mila verranno creati lungo la Rotta balcanica, sempre con l'aiuto dell'Unhcr.

Il testo concordato dai leader contiene 17 punti (uno in più rispetto alla bozza di documento finale) e prevede la sua applicazione entro 24 ore. Da domani i paesi coinvolti dovranno cominciare a scambiarsi le informazioni sui flussi di migranti e a comunicare alla Commissione Ue i bisogni entro 24 ore; "scoraggiare i movimenti" dei migranti alle frontiere degli altri paesi senza previo accordo dei vicini, in modo da rallentare i flussi; fornire cibo, acqua, riparo e assistenza sanitaria ai migranti con l'aiuto dell'Unhcr e del meccanismo Ue di protezione civile; registrare tramite i dati biometrici i profughi collaborando con le Agenzie Ue (Frontex ed Easo).

I paesi inoltre dovranno lavorare per i rimpatri dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale e rafforzare con Frontex i controlli delle frontiere esterne. D'ora in poi ogni settimana verrà fatto un monitoraggio insieme a Bruxelles della situazione.

"Questo è un test per l'Europa, oggi abbiamo fatto la posa della prima pietra dell'edificio, ora dobbiamo fare ulteriori passi in avanti", ha affermato la cancelliera Angela Merkel al termine del summit sui Balcani. "Certo è solo un contributo e non la soluzione del problema migratorio" ma almeno garantisce che i rifugiati abbiano "condizioni umane", ha aggiunto.

"Il ricollocamento dei rifugiati in tutti gli stati membri è un dovere, ma perché questo sia possibile infrastrutture di accoglienza devono essere messe in piedi dove ci sono gli hotspot". Così l'Alto commissario Onu ai rifugiati Antonio Guterres al termine del mini-vertice sulla Rotta balcanica.

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SDA-ATS