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Berna ospita oggi la terza riunione del Gruppo di contatto del Mediterraneo centrale (foto d'archivio).

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Berna ospita oggi la terza riunione del Gruppo di contatto del Mediterraneo centrale. Ministri africani ed europei discutono quali misure adottare per proteggere i rifugiati in Libia e sulle rotte che portano a nord.

La Svizzera "auspica l'adozione di una dichiarazione comune che abbia, quale punto di forza, la protezione dei migranti lungo tutto il percorso", ha affermato venerdì scorso la consigliera federale Simonetta Sommaruga al quotidiano romando Le Temps.

Uno degli aspetti centrali della problematica riguarda i centri di detenzione libici, nei quali sono rinchiusi migliaia migranti in condizioni disumane. Berna ha quale obiettivo a lungo termine la loro soppressione e la creazione di strutture di accoglienza nei Paesi di transito che rispettino gli standard internazionali.

Altre misure includono il sostegno al ritorno volontario dei migranti nei loro Paesi d'origine, la lotta contro la tratta di esseri umani e la creazione di rotte migratorie sicure, che non siano nelle mani del crimine organizzato.

La riunione odierna non porterà a vere e proprie decisioni, ma a una dichiarazione ministeriale. Secondo la ministra elvetica di giustizia e polizia, il Gruppo di contatto può fornire importanti impulsi per le discussioni in seno all'Unione europea (UE) e oltre. "Dobbiamo discutere con i Paesi africani, non solo parlare di loro", ha rilevato.

Oltre alla Svizzera, il Gruppo di contatto comprende Algeria, Austria, Francia, Germania, Italia, Libia, Mali, Malta, Niger, Slovenia, Ciad e Tunisia. L'UE sarà rappresentata dal commissario alle migrazioni e agli affari esteri, dall'Estonia, che ha assunto la presidenza del consiglio il primo luglio, e dal Servizio per l'azione estera (SEAE). I primi due vertici si sono tenuti a Roma in marzo e a Tunisi in luglio.

A questi vanno ad aggiungersi l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e, per la prima volta, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).

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SDA-ATS