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La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga spera che al Consiglio straordinario dei ministri dell'interno Ue, che si svolge oggi a Bruxelles, si giunga a un accordo sulla ripartizione di 120'000 rifugiati.

"Mi lascio sorprendere volentieri in modo positivo", ha detto.

Per i membri dell'Unione europea (Ue) si tratta del secondo incontro in neppure dieci giorni, ma le posizioni dei due fronti sono ancora rigide. La Repubblica ceca, la Slovacchia, l'Ungheria e la Polonia sono contrari alla proposta della Commissione Ue riguardo alla ridistribuzione di 120'000 rifugiati secondo una chiave di ripartizione fissa.

"Se oggi si concluderà qualcosa non posso prevederlo", ha detto Sommaruga prima dell'incontro. La Svizzera partecipa in parte, come firmataria del trattato di Dublino alla politica d'asilo dell'Europa. Per questo motivo viene regolarmente invitata alle sedute degli Stati Ue sul tema.

La presidente della Confederazione e ministra di giustizia e polizia ha ribadito che la Svizzera è "fondamentalmente pronta" a partecipare al programma di ricollocamento dei rifugiati. Tale decisione è stata annunciata venerdì dal Consiglio federale.

"Il Consiglio federale ha dato un segnale forte affermando che siamo pronti a partecipare purché si prenda una decisione", ha detto Sommaruga. "Una cosa è chiara: non ci sono soluzioni nazionali ma solo europee" ha aggiunto. Alla domanda se la Svizzera sia venuta a Bruxelles con un'offerta concreta riguardo al numero di profughi che è disposta ad accogliere, Sommaruga non ha voluto rispondere.

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SDA-ATS