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L'Ungheria ha annunciato la mobilitazione dei riservisti militari per far fronte a quella che il governo ha definito come "una situazione di migrazione di massa". Lo ha riferito l'agenzia Mti.

Il provvedimento è stato preso dopo che l'arrivo di profughi dalla Croazia ha accresciuto la pressione alla frontiera con la repubblica ex jugoslava.

Il ministro della Difesa magiaro, Istvan Simicsko, ha spiegato che la decisione di richiamare alcuni riservisti su base volontaria è stata presa dietro richiesta del capo di Stato maggiore della Difesa. I riservisti saranno impiegati anzitutto nella vigilanza per le caserme, a rimpiazzo dei militari impegnati nell'emergenza migranti, ma potrebbero adempiere anche ad altri incarichi.

I migranti e profughi giunti in Croazia dalla vicina Serbia sono stati finora 17.089 Ne ha dato notizia stamane il ministero dell'interno a Zagabria, secondo il quale un altro treno con 11 vagoni carichi di migranti è partito all'alba da Tovarnik giungendo poco dopo a Botovo, al confine con l'Ungheria.

Si presume che, come avvenuto ieri, prosegua il trasbordo dei profughi su autobus ungheresi diretti alla frontiera con l'Austria. Una parte di migranti si dirige verso la Slovenia.

Anche oggi restano chiusi sette degli otto valichi di frontiera fra Serbia e Croazia, agibile è il solo posto di Batrovci, lungo l'autostrada Belgrado-Zagabria, strategica per i collegamenti fra Balcani e Europa occidentale.

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SDA-ATS